BENVENUTI NEL BLOG DEL CORO "LA CORDATA"

Il coro La Cordata è stato fondato dal Maestro Giuseppe Labbozzetta nel 1985. Dal 2011 è diretto da Arnaldo Di Cristofaro. Il coro fa parte della sezione CAI di Mestre dal 1987.

A TUTTI I NOSTRI VISITATORI BUONA NAVIGAZIONE

venerdì 18 novembre 2011

Centro anziani via Spalti, concerto del coro LA CORDATA CAI di Mestre

Primo concerto della stagione 2011/2012
per il coro LA CORDATA CAI di Mestre.

Anche quest'anno si inizia nel segno della solidarietà con il primo concerto di apertura della vera prima stagione del rinnovato  Coro La Cordata CAI di Mestre.

Dopo il debutto avvenuto a maggio proprio alla Casa di Riposo S.M dei Battuti,  che ha segnato il battesimo musicale per ill nuovo Maestro  Arnaldo Di Cristofaro,  questo sarà il primo dei tanti momenti musicali che il gruppo corale si accinge a presentare per questa  nuova stagione di concerti.
Segnaliamo inoltre che non fanno più parte del coro i due tenori primi  Guglielmo Bacci e Stefano Soriani, a loro va il ringraziamento per tutti questi anni di dedizione al nostro coro, diamo invece il benvenuto a Luigi Tisi nella sezione tenori primi.

Il nostro coro allieterà gli anziani della Casa di Riposo Mestrina,  sabato 19  novembre alle ore 15,30  con i seguenti canti:

  1)    DOMAN L’E’ FESTA
  2)   
SENTI CARA NINETA
  3)   
IN CIEL’E’ JE UNE STELE
  4)   
L’E’ TRE ORE CHE SON CHI SOTO
  5)   
COME PORTI I CAPELLI
  6)   
AVE MARIA
  7)   
 LA VILLANELLA
  8)   
BENIA CALASTORIA
  9)   
LA SMORTINA
10)   
ME COMPARE GIACOMETO
11)    
AI PREAT
12)   
LA MONTANARA
13)   
BELLE ROSE
14)    
STELUTIS ALPINIS
15)  QUEL MAZZOLIN DI FIORI 

16)  SUL PONTE DI BASSANO              

17)    SIGNORE DELLE CIME

Il prossimo appuntamento con il nostro pubblico sarà per sabato 17 dicembre 
alle ore 21.00 per il concerto di Natale presso la Chiesa di Santa Maria della Pace,  zona  Bissuola

(vedi cartina)

lunedì 15 agosto 2011

NASCITA E TRADIZIONE DEL CANTO POPOLARE DI MONTAGNA







NASCITA E TRADIZIONE DEL CANTO POPOLARE DI MONTAGNA
«Il canto popolare rappresenta le nostre tradizioni. 
I canti parlano della nostra storia, dei “mestieri” dei nostri antenati, dei loro sentimenti, del loro modo di intendere la vita. 
Tutti dovremmo sapere queste cose. Un giovane che non ha mai ascoltato “La pastora” e non ha neppure una vaga idea di cosa sia il canto popolare, perde la possibilità di conoscere le sue origini, la sua terra, perde un pezzo del suo passato e delle sue radici. 
E senza nemmeno saperlo.»

Mauro Pedrotti


IL FILO’ E LA TRADIZIONE ORALE
Il canto popolare di montagna ha per antonomasia  nell’immaginario collettivo il significato e il suono di un Coro alpino.
Si tratta di un genere autentico che si è formato nei primi decenni del dopoguerra in Trentino, anche grazie alla nascita del Coro SAT, ma che affonda le radici nella storia, nelle tradizioni e  nella cultura viva della  gente delle nostre montagne.
Vera e propria espressione culturale e patrimonio delle comunità montane, i canti popolari, sono la più antica e radicata forma di comunicazione e trasmissione culturale nelle valli, dal Piemonte al Trentino, ma anche in altre zone,  che si è tramandata con regole semplici, popolari e che ne hanno garantito la sopravvivenza e la continuità fino ad oggi.
Nelle valli delle montagne del Nord, ma anche  in quelle del Centro Italia, la comunicazione era spesso impossibile per mesi a causa dei lunghi inverni, dove una montagna, un bosco, un dosso o un torrente era sufficiente a isolare paesi e comunità  rendendole oltre che autonome, diverse e lontane.
Nel chiuso dei filò, le quotidiane riunioni serali nel calore delle stalle, proprio d'inverno nascevano storie, melodie e venivano tramandate le canzoni.
 Anche sotto forma di canti , mentre gli uomini parlavano e le donne lavoravano a maglia o filavano, si trasmettevano informazioni, pettegolezzi , cronaca, notizie o lezioni di vita.

LE FESTE E LE RICORRENZE
Poi, quando la stagione riapriva, le genti si muovevano, si incontravano, si rimettevano in circolo le possibilità di conoscenza e di comunicazione.
Allora concretamente tutto questo patrimonio accumulato, custodito, arricchito di giorno in giorno, elaborato spontaneamente, veniva  partecipato in tutte quelle occasioni che la buona stagione offriva.
A volte un matrimonio, oppure l'incontro tra persone di valli diverse era un pretesto per travasare da un paese all'altro, da un tabià o una baita a un maso, tutta la ricchezza di musica, di esperienza e  di tradizioni racchiuse nei  canti.
C'erano  anche specifiche ricorrenze legate a determinati periodi dell 'anno: come per esempio il Natale e tutto il periodo sino alla Befana, nel quale c’era l’usanza di portare di casa in casa canti religiosi  di origine antica da parte di gruppi di cantori.
Questi canti e rituali religiosi  erano mescolati a tradizioni e rituali d'origine pagana.
In primavera per esempio, in alcune località del  Trentino c’era  l'usanza del Trato Marzo (*) durante la quale si festeggiava la formazione delle nuove coppie e nel contempo si celebravano le antiche cerimonie propiziatorie per la fertilità della terra.
I canti si passavano di valle in valle, ma anche fra diverse regioni, tanto che risulta quasi impossibile assegnare una sicura origine a testi e melodie.
Dal Piemonte al Friuli, dal Trentino alla Lombardia e ancora giù, l'Emilia, la Toscana,  queste regioni sono interessate dal fenomeno di elaborazione culturale e popolare, tanto che ogni zona presenta le sue proprie e infinite versioni di canti la cui nascita spesso si deve ricercare all'indietro nei secoli.
Il dialetto conosce infinite sfumature, di paese in paese e ogni zona, ogni valle, ogni paese ha un «suo» repertorio di canti, inequivocabili per contenuti linguistici , per colore, metrica e aspetto musicale.
Un importante ruolo nella diffusione poi, (e anche creazione)   del canto popolare, tra la fine dell’ottocento  scorso e l'inizio del novecento, fu svolto dai cantastorie che passavano di valle in valle, facendo da collegamento fra le comunità.
Girando le piazze e le fiere cantavano storie vere, fatti di cronaca, eventi sensazionali che mescolavano alla fantasia, decorandoli di citazioni tratte dalle antiche canzoni.

Durante la prima guerra mondiale, i loro «racconti» venivano anche venduti tra i soldati italiani, sotto forma di fogli sparsi che così circolavano, per questo si possono definire i «giornalisti» popolari di allora.
La grande guerra  del  1915-18 coincise con un periodo particolarmente fecondo per la trasmissione della cultura popolare,quale vero 'inizio dell'era contemporanea.


 LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Seppur rimanga, fra le guerre fatte, la  più cruenta che l’umanità abbia avuto per durata e numero di vittime, fu l'evento che per mescolanze di popolazioni di uomini chiamati alla leva, più di altri ha contribuito  a determinare l’unità d’Italia.
I giovani i soldati sradicati dai paesi d'origine, portati a mescolarsi con giovani di altre culture, costretti a  incontrare tradizioni, luoghi diversi e sconosciuti, furono i protagonisti inconsapevoli della diffusione dei canti appresi nelle lunghe serate d’inverno nei filò e, in generale, della cultura del loro paese d'origine.
A loro volta incontrando le nuove culture, per la predisposizione che caratterizza l’età giovanile, hanno facilmente assorbito le nuove culture incontrate che si sono quindi sovrapposte a quella d'origine.
Questo ha significato la nascita di molti canti, anche quelli che si ritengono nati durante il periodo bellico e quindi chiamati «canti di soldati»,  risultano essere sempre rielaborazioni, adattamenti ed amplificazioni di canti più antichi: di lavoro, d'amore e di vita normale.
Alcuni testi fanno risalire a questa spinta e a questo fermento negli anni '20 in particolare in Trentino, la nascita  di quello che oggi è universalmente conosciuto (e riconosciuto) come il canto popolare corale.

LA NASCITA DEL PRIMO CORO SOSAT (SAT)(**)
Fu in quegli anni che si forma il coro SAT (all’inizio si chiamava SOSAT) e la sua prima esibizione in pubblico  fu il 25 maggio 1926 Al castello del Buonconsiglio a Trento.
I fratelli Pedrotti consapevoli di non inventare niente di nuovo, hanno avuto invece il merito  di presentare una novità  che in quell’epoca era assoluta e fortissima.

 Il coro formato da una decina di cantori, eseguivano per la prima volta sul palcoscenico le antiche melodie che avevano sentite cantare nei filò, nelle gite in montagna, attorno ai fuochi accesi di notte vicino ai rifugi alpini.  
Un'armonizzazione spontanea con quattro voci: tenori, secondi, baritoni, bassi,  naturale, solida come vere erano le melodie vera  era anche la novità.
Le voci libere, ma profonde,  ben equilibrate nell’accordo, creavano in chi le ascoltava per colore e melodia, sensazioni  di ampiezza di  paesaggio, evocando le ampie vallate e  le montagne  slanciate verso l'alto.
Il pubblico dei trentini si riconobbe subito in quel modo di cantare che riproponeva le radici autentiche di un popolo e della sua storia.
L’amore per questi canti videsubito  l’interesse di musicisti quali: Luigi Pigarelli, Antonio Pedrotti, Arturo Benedetti  Michelangeli,  Renato Dionisi. 

Molti dei canti trentini che ancora oggi vengono eseguiti vennero tratti dalle antiche melodie, recuperate con amore e meticolosamente raccolte da Silvio Pedrotti.
Con un grande lavoro di recupero e di composizione questi brani vennero rivestiti  con bellissime armonie ad alto livello musicale allargando ai più  questo bel modo spontaneo e immediato di cantare.

NASCONO CENTINAIA DI CORI IN TUTTA ITALIA
Dagli  anni cinquanta fino alla fine del novecento, grazie al successo e la notorietà del Coro della SAT, i cori si sono moltiplicati in tutto il territorio nazionale, dove sono proliferati grazie ad una spinta emozionale legata all’amore per il canto e per la montagna, con il  raggiungimento di buoni livelli di esecuzione.
Nella stragrande maggioranza  I loro componenti sono dilettanti, non professionisti, che trovano nel canto le ragioni di un impegno fatto soprattutto di voglia d'incontrarsi, d'amicizia, di socialità, e di cultura.
I risultati di questo slancio emozionale si sono visti, esistono infatti alcuni cori che, grazie anche al contributo di direttori particolarmente versati  con sensibilità  musicali da professionisti attenti, si sono saputi conquistare fama e popolarità e si esibiscono regolarmente nei grandi teatri, incidono dischi, partecipano a trasmissioni televisive.

Allo stesso modo e con il medesimo spirito,  cantano anche nelle feste di paese, nei rifugi di montagna,  a piccoli gruppi quando si incontrano tra amici.
Altri cori vivono invece una dimensione più modesta e limitata, ma con lo stesso spirito, con un'uguale vitalità, con un'identica partecipazione; per il gusto puro di trovarsi, di misurare l'impegno, di realizzare nel canto la piena solidarietà cantando oltre che nelle feste di paese anche nelle case di riposo per le persone meno fortunate e ovunque c’è da animare un pomeriggio in allegria.
Il fenomeno dei cori di montagna, stante una leggera flessione e crisi di adesione che sta subendo in questi primi anni del 2000, continua per contribuire  alla continuità di un messaggio, fatto di parole e di note, che è profondamente inciso dentro ognuno di noi.





(*)  Trato Marzo (Domani Marzo) è un'antichissima tradizione di Pinzolo, come anche di altre località dell'arco alpino.
Essa si ricollega alle usanze di epoca pre-cristiana, ovvero alle Calende di Marzo, celebrate durante le feste matronali in onore della dea Giunone. Come tali, queste feste si richiamavano alla celebrazione dell'arrivo della primavera, del risveglio della fecondità e della stagione degli amori. Furono mal viste ed abbandonate in epoca medievale, ed abolite anche molto dopo, sotto il governo austriaco.



(**)Il Coro dell SAT nasce ufficialmente il 25 maggio 1926 per opera dei fratelli Enrico, Mario, Silvio, Aldo Pedrotti e di alcuni amici. La denominazione originaria era “Coro della SOSAT”, che mantiene fino al 1932, quando assume il nome attuale. I fratelli Pedrotti, amanti della musica fin da bambini, hanno potuto arricchire le loro conoscenze di canti popolari di differenti origini e provenienze, in seguito alle esperienze di guerra. Il Coro diretto inizialmente da Enrico e per più di cinquant`anni da Silvio, è ora nelle mani di Mauro Pedrotti, nipote di Silvio e figlio di Mario. Si è esibito in oltre mille concerti in Italia, Europa, Nord America e nei teatri più prestigiosi. Possiede, nel suo repertorio più di 300 canti che ha raccolto in diverse incisioni dal 1933 fino al 2000.

mercoledì 20 luglio 2011

Belle rose du printemps

Le canzoni in repertorio del nostro coro



  
BELLE ROSE DU PRINTEMPS




Uno dei più bei canti della Valle d'Aosta, incentrato sul dialogo tra una pastorella ed un uomo che, innamoratosi di lei vorrebbe portarla a lavorare al suo servizio in un ricco palazzo di città. Ma la pastorella non accetta, preferendo pascolare gli agnelli e vivere nella sua capanna tra i monti.


Que fais tu là bas,
ma jolie bergère?

Belle rose di printemps!
Belle rose di printemps!

Combien prend tu,
ma jolie bergère?

Belle rose di printemps!
Belle rose di printemps!

L'antico canto valdostano di derivazione trovadorica è stato rielaborato nella presente armonizzazione che canta anche il nostro coro, per il film Italia K2. è risultato denso di pathos, e aderente allo spirito della gente di montagna, entrando degnamente a far parte del repertorio dei cori popolari.



L'armonizzazione del canto eseguito dal nostro coro è stata composta dal Maestro Antonio Pedrotti

ANTONIO PEDROTTI
Antonio Pedrotti - Trento, 1901-1975 Musicista, direttore d'orchestra di fama internazionale. Allievo di Ottorino Respighi, fu direttore sostituto di Bernardino Molinari dell'orchestra dell'Accademia di S.Cecilia in Roma, direttore del Liceo musicale e dell'orchestra della Filarmonica di Trento dal 1932, dopo Vincenzo Gianferrari. Nel 1960 fu invitato dall'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento ad assumere la carica di direttore stabile che ricoprì fino alla morte. Diresse, fra l'altro, l'Orchestra dell'Angelicum di Milano e della Scala, l'Orchestra Sinfonica di Praga ed altri noti complessi internazionali. A lui è dedicato il Concorso Internazionale per direttori d'orchestra curato dalla Associazione Culturale Antonio Pedrotti di Trento.Biografia tratta da: Coro SAT
 

domenica 10 luglio 2011

Ai preât la biele stele - canzoni per la pace

Le canzoni in repertorio del nostro coro

Canzoni popolari contro la guerra

Ai preât la biele stele
duç i sants dal paradîs
che il signôr fermi la vuere
che il gno ben torni al paîs

Ma tu stele, biele stele
và palese 'l gno destin
và daûr di che montagne
là ch'al è 'l gno curisin

Traduzione
Ho pregato la bella stella
tutti i santi del paradiso
che il signore fermi la guerra
che il mio amato torni al paese

Ma tu stella, bella stella
rendi palese il mio destino
va dall'altra parte di quella montagna
dove c'è il mio cuoricino


Canto- preghiera friulano,  “Ai preât la biele stele” è una villotta friulana, in cui è possibile riconoscere la tipica forma poetica  di origine ottocentesca:

quattro ottonari alternati piani (primo e terzo) e tronchi (secondo e quarto).

Una nota villotta friulana, molto diffusa tra i nostri soldati nel corso della prima guerra mondiale.
La guerra ha coinvolto e sconvolto anche coloro che si trovavano a casa che vivevano giorni di speranza e d'apprensione, attendendo notizie dal fronte dei propri cari.
E' un canto che unisce alla semplicità del testo, caratteristica costante dei brani di derivazione popolare, un'armonizzazione melodica molto raffinata.
In questo canto una ragazza rivolge una preghiera alla più bella stella e a tutti i santi del paradiso, affinché Dio possa fermare la guerra e il suo uomo finalmente possa ritornare al paese.
Molti cori alpini come il nostro, hanno adottato nel loro repertorio la celebre villotta friulana Ai preât la biele stele.
Come spesso accade, la musica unisce ciò che la guerra divide.
Le villotte friulane, infatti, dal punto di vista della struttura melodico-ritmica, risentono di una forte influenza della musica strumentale di matrice austro-ungarica e slavo-balcanica.
Inoltre bisogna aggiungere che gli arrangiamenti delle canzoni popolari dell’arco alpino discendono, in generale, da modelli di canto corale di tradizione austro-tedesca e non da tipologie derivate dalle scuole musicali italiane, le quali hanno, invece, riservato a queste forme di canto corale un ruolo piuttosto marginale.



L'armonizzazione  del canto che viene eseguito dal nostro coro è stata composta dal Maestro Luigi Pigarelli

LUIGI PIGARELLI

Luigi Pigarelli - Trento, 1875-1964 Magistrato, laureato in giurisprudenza a Graz. Entrò nella magistratura nel 1902 e vi rimase fino al 1949. Fu Procuratore della Repubblica e poi Consigliere di Cassazione. Pianista, compositore ed armonizzatore di canti popolari. Segretario della Società Filarmonica di Trento nel 1900, poi in ombra per ragioni politiche (prima della Grande Guerra 1914-1918 era amico di G.Manci e C.Battisti), quindi presidente dal 1946 al 1958.Biografia tratta da: Coro SAT







martedì 31 maggio 2011

CORO CRODA ROSSA a Mirano festeggia quarant'anni di canzoni



Ieri sera si è celebrato il quarantesimo dalla
fondazione per il Coro di Mirano CRODA ROSSA.




La festa, alla presenza di un folto pubblico, si è tenuta al teatro di Mirano ed è stata una vera e propria celebrazione della coralità e della tradizione coristica di questo importante Coro della nostra provincia.
L'importanza della ricorrenza fondativa,
avvalorata dalla presenza del Presidente dell' A.S.A.C. Alessandro Raschi e di rappresentanti delle istituzioni comunali e provinciali, il Coro miranese l'ha interpretata dando alla platea, come sempre,  il meglio di se stesso, guidato dal maestro Gianni Ancilotto.

(Disegnato in una bellissima vignetta dal disegnatore Giorgio Cavazzano, come si può vedere qui di lato)




Con il contributo di un folto gruppo di ex coristi, tra i quali c'era anche il nostro amico Guglielmo Bacci, lo spettacolo ha avuto momenti di spettacolarità, non solo per il numero dei coristi saliti nel palco, ma per la potenza corale e vocale propagata.


Il motto del coro è da sempre: " se passi da queste parti canteremo insieme" e un coro così la voglia di cantare te la fa venire sicuramente.

Auguri a questa Associazione culturale che da quanrant'anni è un punto di riferimento per la musica  di montagna e popolare.

 L'appuntamento è per ottobre per il secondo concerto del quarantennale.

Chi vuolw conoscere  il loro programma  futuro e conoscere meglio la loro attività li invito a visitare il loro sito www.corocrodarossa.it
V.F  (Rino)

giovedì 26 maggio 2011

CORO LA CORDATA - CONCERTO ALL'AUDITORIUM S. MARIA DEI BATTUTI

Rotto il ghiaccio, finalmente il Coro La Cordata del CAI Mestre si è esibito.


Sabato 22 Maggio nella sala auditorium della Casa di Riposo della Fondazione S. Maria dei Battuti di Mestre il nostro coro ha regalato un pomeriggio di canti e di allegria agli anziani ospiti del centro di via Spalti.

elenco dei canti che sono stati eseguiti:
  1)-Doman l'è festa
  2)-Senti cara Nineta
  3) -In cil'è une stele
  4)-L'è tre ore che son chi sotto
  5)-Come porti i capelli bella biomda
  6)-Ave Maria
  7)-La villanella
  8)- Benia Calastoria
  9)-La smortina
  10)-Me compare Giacometo
  11)-La montanara
 12)- Belle rose
 13) Signore delle cime



Si è trattato quasi di un debutto, visto che il Coro a fine 2010 ha avuto un momento di arresto dell'attività canora a seguito anche delle dimissioni dello storico Direttore Bepi Labbozzetta, subito rimpiazzato dal vice Arnaldo Di Cristofaro.


Il debutto nel concerto di sabato è stato anche per il "presentatore" dei canti nei concerti, in sostituzione del  precedente che ora svolge il ruolo di direttore.


Ma quello più importante è stato quello  di tre nuovi coristi che hanno cantato per la prima volta in un concerto col nostro Coro ma che sono "coristi di vecchia data", si tratta di  Bagagiolo Gabriele nei tenori primi, Protopapa Ettore e Saccoman Paolo nei bassi.

A loro va il nostro augurio di benvenuto e  i più sinceri complimenti.



Ci abbandonano per motivi di lavoro il tenore I° Adrian Chirila,il basso  Danilo Cestaro e il tenore II° Mauro Buranello che erano in forza con il coro  già da  più tempo, a loro va il nostro saluto e la nostra simpatia, così come il nostro saluto e il nostro ringraziamento va in particolar modo a Roberto Cirelli che per il suo impegno, la sua dedizione e con la sua partecipazione all'attività del coro, ha onorato tutti noi.


V.F

    Un momento dell'esibizione di sabato 22 maggio a Mestre

lunedì 9 maggio 2011

SENTI CARA NINETA





                                                      (foto della tradotta che portava al fronte)
SENTI CARA NINETTA

canto di tipo  canto militare

Cenni storici

La coscrizione obbligatoria si fa sentire pesantemente in Italia fin al tempo della dominazione di Napoleone I che, con tutte le guerre che faceva, aveva un gran bisogno di soldati. A quest'epoca risalgono molti canti militari. 
Tutti sono improntati ad una rassegnata inevitabile obbedienza ed al dolore del distacco dai parenti e dalle morose. 
Alcune di queste canzoni saranno poi cantate, tal quali o con piccole varianti, in tutti i periodi in cui più acuto ridiventerà il problema della partenza per la guerra.

                                                                              Testo

Senti cara Ninetta cosa m'è capità:
m'è capità 'na carta che sono richiamà. 

Se sono richiamato bella non sta a zigar:
tra quattro o cinque mesi mi vegno congedà.

Senti cara Ninetta il treno a cifolar,
sali sulla tradotta, alpin ti tocca andar.

Armonizzazione di Armando Corso
direttore del
Coro Monte Cauriol

 CORO MONTE CAURIOL


Armando Corso
Nato a Genova il 25.2.1929, ha conseguito la laurea in Ingegneria Meccanica e Navale nel 1954. Assunto all'Italsider nel 1955, alla Segreteria Tecnica della Direzione. Nel 1960 Dirigente del servizio Ricerca Operativa. Nel 1967 Vice Direttore Organizzazione della Produzione e Ricerca Operativa. Nel 1968 Vice Direttore "ad interim" della Produzione Aziendale. Nominato in seguito Direttore Centrale. Nel 1971 passato alla Direzione Studi dell'Italimpianti, nella quale ha creato il nucleo di Ricerca Operativa. Nel 1975 Direttore Pianificazione e Sviluppo dell'Italimpianti (salvo una parentesi per organizzare la nuova Direzione Relazioni Esterne). Ad interim, nel 1986, Assistente all'Amministratore Delegato dell'Italimpianti Nel 1987 anche Presidente della Nuova Mecfond di Napoli. E' stato per 5 anni Presidente nazionale dell'AIRO (Ass. Ital. di Ricerca Operativa). E' stato Vice Presidente nazionale dell'ANIPLA (Ass. Italiana per l'Automazione). E' stato membro di Consigli Direttivi di numerose associazioni scientifiche, fra cui l'Associazione Nazionale di Impiantistica (ANIMP) e quella di Letture Scientifiche di Genova. Libero docente in Ricerca Operativa, incaricato stabilizzato di "Metodi di Conduzione Aziendale" dal 1967; superato l'esame di idoneità, nel 1988 ha preso servizio come professore associato di "Sistemi di controllo gestionale" e dal 1991 anche di "Economia ed Organizzazione Aziendale"presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova. A queste materie sono state aggiunte le due seguenti per i diplomandi: "Sistemi Organizzativi" (per il Polo di Savona della Facoltà) e "Organizzazione della produzione e Logistica". Nel 1993 è stato Direttore Responsabile della Rivista Scientifica "IMPIANTISTICA ITALIANA". Ha diretto dallo stesso anno al 2003 tutti i corsi organizzati dall'ANIMP sul territorio nazionale. Ha pubblicato una cinquantina di lavori scientifici. Armando Corso agisce nel campo del jazz dal 1947. Ha inciso con Albert Nicolas, Bobby Hackett e vari complessi nazionali; ha suonato in numerosi concerti e festival in Italia e all'estero, con molti fra i maggiori jazzisti stranieri. Tra essi citiamo Max Kaminsky, Bud Freeman, Bill Coleman, Wild Bill Davison, Billy Butterfield, Eddie Miller, Oscar Klein, Bennie Morton, Louis Nelson e Joe Venuti. Fondatore e direttore, dal 1949, del Coro "Monte Cauriol", dal 1980 al 2002 del Coro "Cinque Terre", dal 1982 al 2002 dei "Mississippi Minstrels" e dal 1989 al 1998 del "Trio Vaudeville", dal 2002 del "Mississippi Mainstream Group". Nel 1993 ha formato un Duo Pianistico con Ljuba Pastorino, poi col figlio Massimo Corso, e dal 2003 con la violinista Lucia Tozzi. Esegue concerti solista di pianoforte e di fisarmonica. E' stato insignito dei seguenti Premi al merito musicale: Castello d'oro (Conegliano Veneto 1973), La Bollente (Acqui Terme 1990), Rigo Musicale (Adria 1990), Diapason d'argento (Lodi 1992), il Caravaggio (1997). Già membro del Consiglio Direttivo e Presidente della Commissione Artistica della Associazione Cori Liguri. Ha Fatto parte della Commissione Artistica della FE.N.I.A.R.CO (Fed. Naz. Associazioni Regionali Corali). Dal 2002 è "Probo Viro" della stessa FE.N.I.A.R.CO. E' stato membro di giuria a molti concorsi nazionali corali, a Ivrea, Adria, Genova, Savignone, S.Daniele del Friuli, ecc. Ha vinto il premio di poesia indetto dall'Ordine del Cardo per il componimento "Un canto di montagna". Di lui sono state pubblicate recentemente alcune poesie, ed altre sono in corso di pubblicazione.Biografia tratta da: Coro Monte Cauriol