BENVENUTI NEL BLOG DEL CORO "LA CORDATA"

Il coro Alpino fondato dal Maestro Giuseppe Labbozzetta, dal 1986 rappresenta un punto di riferimento corale e musicale per la città di Mestre e dintorni. Il sodalizio con la sezione C.A.I. conferma il legame del Coro con la passione per i canti popolari e l'amore per la montagna.

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lunedì 12 dicembre 2011

Ciao Francesco

Francesco Pillon, un nostro amico, un nostro fratello se ne è andato per i cieli delle sue montagne, dove amava passeggiare, dove amava stare quando ne aveva la possibilità. Già dal 2006 questo amore per la montagna lo aveva portato a cantarla con noi nel nostro coro.  Andandosene lascia,  per chiunque  abbia avuto modo di conoscerlo, un grande vuoto.
Oltre che nei nostri cuori, ancor di più sentiremo la sua mancanza nel nostro coro, dove con la sua voce calda e profonda garantiva una partecipazione costante, entusiasta e  sempre costruttiva.              








 
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.

Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.   (Pessoa)



Concerto dedicato a Francesco


Tutti i coristi del Coro La Cordata hanno deciso di dedicare il prossimo concerto di sabato 17 dicembre all'amico Francesco che ci ha lasciati domenica 11 scorso.
Siamo sicuri di interpretare lo spirito di Francesco, che sosteneva un ruolo importante nel nostro gruppo. 
Anche se non c'è più vogliamo pensarlo con noi in questa serata del concerto di Natale, al quale si stava preparando con impegno, così come siamo sicuri lo sarà per tutti i prossimi concerti.

Signore delle Cime - brano eseguito in ricordo di Francesco al concerto di sabato 17 dicembre - (cliccare sul file qui sotto)


8 commenti:

  1. Ricordo di Francesco la sua serenità, la sua tranquilla e la sua traboccante allegria. Sempre pronto alla battuta, sempre pronto ad un sorriso mi ispirava simpatia e sicurezza. Siamo entrati nello stesso periodo nel coro e anche se non c'era un vero accordo di fondo, eravamo entrambi un riferimento l'uno con l'altro. Per forza di cose eravamo distanti oltre che per tonalità, lui basso profondo, io tenore secondo, anche come posizione fisica nel coro. Ma eravamo vicini nella comunanza,che per un breve periodo ci ha uniti come "ultimi arrivati". Se sono ancora nel coro, lo devo a lui. E' stato Francesco che in un momento particolare, mi ha convinto a non abbandonare il coro, per un disagio che anche lui mi aveva confessato che percepiva, io non mi sentivo più tanto sicuro di volere continuare farne parte. Lui mi ha chiesto di restare e di non mollare. Per questo, ma nache per molto altro, sono onorato di averlo conosciuto e di avere condiviso con lui questa passione.
    Sono colpito come tutti noi dalla sua scomparsa e mi unisco al dolore dei suoi cari, che non conosco, ma che vorrei che mi sentissero vicino a loro in questo difficile momento.
    rino franzin

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  2. Ciao Francesco.
    Avevo tantissime cose in mente da scrivere, ma appena seduto mi si sono volatilizzate improvvisamente lasciando un grande vuoto, lo stesso vuoto che hai lasciato tu nel coro.
    Ti ricorderò sempre con tanto affetto e simpatia. Ricordo che quando il coro combinava qualche strafalcione vocale, ci si incrociava con gli sguardi e ci si scambiava un sorriso e qualche smorfia. Pur essendo agli antipodi con le voci c'era un'intesa che andava al di la delle parole e dei grandi discorsi.
    Sicuramente quando guarderò davanti a me alle prove ed ai concerti contuinuerò a vederti e vedrò ancora quel tuo simpaticissimo sorriso che metteva buon umore anche se la giornata non era delle migliori.
    Ciao Francesco, continua a cantare la montagna lassù, insieme ai coristi che ti hano preceduto e che, sicuramente, ti hanno già accolto a braccia aperte.
    Un saluto e un forte abbraccio, resterai sempre con noi..... uno di noi.
    Roberto Ferro

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  3. Caro Francesco,
    mi è difficile pensare di venire alle prove del coro e non trovarti più. Era consuetudine, dato che io arrivavo sempre all'ultimo momento, trovarti già presente in sede del CAI, salutarci con un sorriso e una battuta e aspettare gli ultimi ritardatari per poter finalmente cominciare a cantare. Mi sembra ieri quando parlavamo di organizzazione di feste patronali, di quante costicine, polenta e salsicce avevi cucinato all'ultima festa della tua parrocchia (una montagna) e di quanto ti piacesse partecipare e darti da fare. Mi mancheranno, la tua simpatia le tue battute e le risate. Nel mio pensiero vorrei ricordarti mentre cantiamo tutti assieme, con le nostre voci che si fondono nella melodia di un canto di quelli che fanno venire la pelle d'oca. Un abbraccio
    Piergiorgio Franzin

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  4. Caro Francesco
    da un po di tempo mi sono allontanato dal coro per impegni di lavoro, ma la mia mente è sempre con voi.
    Non posso dimenticare gli sguardi d'intesa durante le prove, i concerti, poche parole ma le poche sempre profonde.
    Mi dispiace salutarti così, avrei preferito rivederti cantando assieme, stando in compagnia come tu sapevi fare.
    Ti abbraccio dopo ci vediamo per salutarti assieme agli amici sperando di riuscire a dedicarti una canzone se mi si scioglie il nodo che ho in gola.
    Ciao Francesco

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  5. Abbiamo avuto altri lutti nel Coro; è naturale, più l'età avanza più è facile che questo avvenga.

    Ma tra le numerose scomparse di cari amici, che su tutti hanno lasciato un mare di ricordi, purtroppo quella di Francesco è tra le morti più scottanti e ti brucia dentro.

    Perchè se ne è andato nella quotidianità, nel suo venire al Coro una sera di novembre.

    E per quanto possa sembrare strano, da questo episodio traggo sprone per la continuazione della nostra attività corale perchè lui ci credeva moltissimo e so di onorarlo se continuerò nel mio impegno.

    E prendo forza per continuare a vivere anche da questa mancanza improvvisa, da questo "ingiusto" sparire dal Mondo, da questa subiteneità che lascia senza parole, che fa pensare che non esista la giustizia "divina".

    Ma per chi ha fede lui c'è ancora.

    E la mia fede mi dice che, dove lui è, scuote ancora la testa, per mostrare che non ha capito le note da cantare,

    che sorride per sdrammatizzare,

    che sa essere autenticamente "amico" degli altri,

    lui che,durante un concerto per gli anziani, mentre cantavamo "Come porti i capelli bella bionda", essendo senza capelli, aveva indossato senza imbarazzi una parrucca bionda, per strappare un sorriso.

    Usava la propria esistenza per animare la vita degli altri.



    E come è stato detto al suo funerale "non possiamo trattenerlo,dobbiamo lasciarlo andare via col Cristo in cui lui ha sempre creduto".



    Grazie Francesco per la tua lezione di vita, la conserverò insieme a quelli di altre generose persone che si sono recate prima di te nel nostro futuro luogo di incontro.

    Per ora ti auguro un arrivederci, amico mio, ti lascio in compagnia di Milio, di Bepi,di Beniamino, di Marcello,di Walter,di Benito,di Giulio e di molti altri ,... a cantare insieme.



    Arnaldo

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  6. Carissimo Francesco,
    proprio pochi giorni fa ho letto che un amico è una persona con la quale cammini insieme vicini per un'ora senza dire niente e alla fine è come se in quel tempo vi foste detti un sacco di cose. Questo è capitato tra noi in questi anni che ci siamo conosciuti e il nostro dialogo verbale era quando ci incontravamo prima delle prove e mi dicevi:"ciao president". Ma come accade sempre non ci si conosce mai abbastanza anche quando sembra che ciò possa accadere. Questa mattina mentre eravamo in chiesa per l'ultimo saluto ho capito realmente chi fossi tu per noi, per tutti i tuoi amici e per tutta la tua famiglia: Quante parole sono state dette su di te e quanti altri ne avrebbero dette se non fossero stati impediti dalla commozione o dal pudore che ci rende vili e deboli o dalla pochezza delle parole che non riuscirebbero ad esprimere quello che uno realmente vorrebbe dire. Ho sempre creduto che tu fossi una persona come la maggioranza che ci circonda e che la tua vita fosse normale come tante altre. Casa e lavoro. Già questo è molto per i più. Invece ho capito che la tua vita è stata spesa per gli altri e che le tue parole sono sempre state di incoraggiamento, speranza, esempio e gioia a favore di tutti quelli che ti stavano accanto. Ti piacevano le feste e cucinavi in prima persona, facevi catechismo ai giovani. Eri dentro alla vita, non ai margini e la vivevi in prima persona. Forse questo ha fatto in modo che Dio ti notasse e ti volesse presso di Lui. Sei un tipo che ti dai da fare più degli altri perciò in paradiso c'è bisogno del tuo aiuto e adesso ho capito perchè sei stato chiamato prima di noi, perchè sei il migliore e meritavi di andarci prima anche se so benissimo che qui tanti avevano bisogno di te, per prima la tua cara famiglia. Anche tu avresti avuto ancora tante cose da dare agli altri. Come è stato detto, tu hai fondato la tua casa sulla roccia perciò resisterà e capirà perchè li hai lasciati così presto anche se non è dipeso da te ma dalla Sua volontà. Arrivederci caro Francesco, questa è la speranza della nostra fede.Cerca di frequentare il nostro coro anche da lassù. Imparerai nuove canzoni che un giorno canteremo insieme e non avremo più problemi, perchè se ora siamo in pochi, un giorno in cielo saremo in tantissimi a cantare.
    Ciao,-Paolo (the president).-

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  7. Ciao Francesco,mio unico e vero amico.

    Roberto Baldan (Ascoli Piceno).

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  8. ciao,
    sono cinzia, moglie di Francesco.Finalmente ho avuto il coraggio di scrivere a tutti voi del Coro.Vi sono infinitamente grata per tutto ciò che avete fatto, detto,per essere stati presenti il giorno del funerale,per avergli dedicato un concerto.
    Ora per noi è il momento più brutto, la mancanza si sente sempre più ma sono certa che ciò che vuole da noi,da voi e da tutte le persone che conoscevano Francesco è, di non mollare mai, di non dare per scontato nulla, di essere felici anche delle piccole cose, di ringraziare il Signore per tutto, e quando sembra che tutto ci crolli addosso, che non ci sia soluzione, allora affidiamo tutto al Signore, Lui sà di cosa abbiamo bosogno.
    Vi incoraggio a non mollare mai(francesco dava anima e cuore al coro),ho visto il vostro programma e certamente ci sarò al concerto in parrocchia S.Maria Goretti(era il desiderio di Francesco di cantare nella sua parrocchia, ora lo farà da lassù). Nel salutarvi dedico a voi questa preghiera:
    "La morte non è nulla,io sono soltanto andato nella stanza accanto.Io resto io,voi restate voi.Quello che ero io per voi,lo sono ancora.Chiamatemi con il nome che mi avete sempre dato.Parlatemi come avete sempre fatto.non c'è bisogno di cambiare tono,allegro o triste.Continuate a ridere di ciò su cui ridevamo insieme.Pregate,ridete,pensate a me, pregate per me.Perchè il mio nome risuoni in questa casa,come è sempre stato,senza un'intonazione particolare,senza la traccia di un'ombra.La vita ha lo stesso significato di prima.Il filo non si è strappato.Non dovrei essere nei vostri pensieri solo perchè non mi vedete più?Io non sono lontano, sono solo sull'altro lato della strada".
    UN AFFETTUOSO ABBRACCIO A TUTTI VOI Cinzia

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